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Villa Rossi-Martini

viale Brianza,15, Sovico

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Storia e architettura

L'origine della villa risale al XVII secolo, quando prese forma un primo consistente aggregato abitativo a corte con stalle e giardino, a ridosso dei caseggiati dell'antica Sovicho. Col tramonto del feudalesimo, alcune nobili famiglie presero il governo delle maggiori possessioni e, fra queste, le casate dei Landriani, dei Giovio e dei Rossi Martini ebbero una comune e plurisecolare vicenda che ha attraversato la storia dell'antico borgo castellano. Più che ai Landriani è nei Giovio, illustre casata di Como originaria, nel IX secolo, dell'Isola Comacina., che si ritrovano le origini della dimora. Da un legame matrimoniale tra Elisabetta Giovio con Pietro Martire della Torre di Rezzonico discese Virginia Giovio della Torre che si unì col conte Francesco Martini, originario di Crema, dando origine alla storia della villa Giovio della Torre. Nelle mappe teresiane risalenti al 1722, il sito della villa appare già ben identificato come una vasta possessione, con l'evidenza degli edifici attestati al margine sud della proprietà e del vasto giardino esteso a nord, efficacemente rappresentato con il disegno ad aiuole e volute, tipico delle mappe di campagna settecentesche. Nel 1867, alla successiva soglia storica del Catasto Lombardo Veneto, la possessione è individuata nella sua totalità, mettendo in evidenza la corte interna. L'unità d'Italia era da pochi anni compiuta quando a Sovico giunse il conte Alberto Martini, imparentandosi con la famiglia Giovio Della Torre. Di umili origini cremasche, divenne uno dei più illustri cittadini e il maggiore proprietario fondiario. Verso la fine dell'Ottocento si costituì il legame con la famiglia genovese Rossi, quando l'ultima discendente dei Martini, la contessa Emilia, figlia di Alberto, sposò il senatore del Regno Gerolamo Rossi che, con provvedimento regio del 1895, assunse per sé e i discendenti maschi primogeniti il titolo di conte unitamente allo stemma gentilizio dei Martini. Alla fine del secolo la villa fu così identificata col nome della casata Rossi Martini, che la mantenne in proprietà per tutta la prima metà del Novecento, pur con le drammatiche vicende della seconda guerra quando fu requisita. Il lungo degrado della villa fu fermato alla metà del Novecento per merito dell'attuale proprietario, l'ingegnere Pier Luigi Tagliabue che nel 1953, scomparsa l'ultima erede, acquistò la villa con il parco annesso. Ai primi interventi di salvaguardia seguirono le fasi di restauro dell'ala settecentesca e la ristrutturazione dei fabbricati sulla corte, col ripristino del quadriportico trovato ampiamente tamponato, progressivamente estese all'intero edificio che è tornato all'antico splendore.

Apertura al pubblico

Proprietà privata, chiusa al pubblico.