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Villa Reati Baldironi

Via Fiume 3, Lissone

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Storia e architettura

La villa appartenne fino al termine dell’Ottocento ai Baldironi, nobile famiglia di antica origine che possedeva vaste proprietà nel territorio lissonese. La storia della famiglia Baldironi rappresenta una parte integrante e fondamentale della storia stessa della città di Lissone. Ad essa si deve, inoltre, l’istituzione dell’omonima opera Pia in favore dei poveri e la costituzione dell’oratorio dedicato all’Immacolata Concezione di Maria. Quando i Paleari, sulla fine dell’Ottocento, acquistarono la villa trasferirono nella nuova proprietà le ambizioni di una classe sociale in ascesa trasformandone l'assetto. Infatti, se i Baldironi avevano realizzato un'organizzazione unitaria del complesso, i Paleari, simbolo di una nuova borghesia industriale, distinsero la dimora del proprietario da quella dei dipendenti. Nel periodo successivo l’edificio venne adibito dai nuovi proprietari (Reati) allo svolgimento di attività produttive che portarono alla realizzazione di una serie di modifiche interne ed alla costruzione di un capannone per la lavorazione del vetro; anche il giardino fu sacrificato per consentire l’edificazione di rilevanti insediamenti residenziali. Nel 1981 la villa venne acquistata dall'Amministrazione Comunale, che commissionò diversi interventi di recupero, che partendo dalla demolizione del capannone-laboratorio e dal rifacimento della copertura (1986) si conclusero fra il 1997 e il 2001 con l'intervento di restauro conservativo di tutti gli affreschi e dei locali al piano terra. Le sale del piano terra hanno pareti impreziosite da grandi affreschi databili tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo e da soffitti a cassettoni in legno lavorato e dipinto. Gli affreschi mostrano scenografie architettoniche di colonne marmoree apparentemente reggenti le travi dei soffitti; inoltre portali con festoni e putti inquadrano paesaggi di edifici classici e ruderi. Successivamente si sono svolti i lavori per il recupero ed il restauro conservativo del primo piano della villa, completati nei primi mesi del 2007. L'edificio è vincolato dalla Sovrintendenza, per il notevole valore storico-artistico e documentario delle decorazioni.

Apertura al pubblico

L'edificio, utilizzato per la celebrazione di matrimoni civili, viene aperto al pubblico solo in particolari occasioni con la possibilità di usufruire di visite guidate.