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Basilica e Battistero di San Vincenzo (Complesso di Galliano)

Via San Vincenzo, Cantù

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Storia e architettura

Il complesso monumentale di Galliano sorge nell'omonimia località della città di Cantù, in una zona di colline moreniche. Proprio per la sua posizione strategica, la collina di Galliano fu abitata fin dallepoca pre-romana da popolazioni di origine gallo-celtica e alcune lapidi dedicate alle Matrone di epoca celtica testimoniano come Galliano si caratterizzò fin dalle origini come luogo di culto. Con l’evangelizzazione della Lombardia avviata dal vescovo Ambrogio nel IV secolo, il cristianesimo giunse anche a Galliano. La comunità cristiana si organizzò ed edificò una prima chiesa ad aula unica. Il diffondersi capillare del cristianesimo fece aumentare l’importanza religiosa del nucleo di Galliano che divenne capo-pieve. Tra il VII e l’VIII secolo la chiesa venne quindi ampliata per rispondere alle esigenze di una comunità più numerosa. L’apertura del secondo millennio rappresentò per Galliano un momento di splendore quando Ariberto da Intimiano, futuro vescovo di Milano, si fece promotore dell’opera di rinnovamento e decorazione dell’edificio. Con il XII secolo il borgo di Cantù conobbe un periodo di forte sviluppo a discapito del nucleo di Galliano più periferico, che venne progressivamente abbandonato. Iniziò così la fase del degrado che vide la basilica trasformata in magazzino, e, successivamente, in casa colonica fino all'acquisto da parte di privati e alla sconsacrazione del 1801. Un elemento che però riuscì a preservare, almeno in parte, la basilica di Galliano come luogo di culto fu la devozione popolare per l’immagine della Madonna del Latte affrescata nella cripta. Solo agli inizi del ‘900, la basilica di Galliano venne inserita nell’elenco ufficiale dei monumenti nazionali e nel maggio del 1909 fu ceduta dal proprietario al comune di Cantù: iniziò così il recupero della basilica e venne avviata una lunga fase di restauri completati solo nel 1986. L’impianto della basilica di Galliano è di chiara origine romanica, costituito da tre navate absidate, di cui una andata persa. Esternamente, si nota la tipica facciata a spioventi che segue l’inclinazione del tetto e ha una forma a salienti. La parete della facciata è molto sobria e presenta un piccolo occhio circolare, un occhio superiore a forma di croce e una sola finestra monofora posta in basso a sinistra. La parete esterna dell’abside è decorata da archi ciechi a tutto sesto. Internamente la basilica è illuminata da piccole finestre monofore presenti per lo più nella parte superiore della navata centrale e nella parete dell’abside. Lo spazio interno è diviso in tre navate da solidi pilastri che sorreggono arcate a tutto sesto diseguali tra loro. Le arcate presentano un altezza piuttosto limitata e, di conseguenza, la superficie della parete muraria sovrastante è notevolmente ampia. La prevalenza delle masse murarie sugli spazi vuoti è una caratteristica tipica dell’architettura romanica e qui ha permesso la realizzazione dei preziosi cicli di affreschi. Elemento particolare di questa basilica è il presbiterio notevolmente rialzato rispetto al piano della basilica - oltre le proporzioni comuni di altre chiese romaniche - al quale si accede percorrendo una larga scalinata centrale. L’arcata di ingresso del grande catino absidale riprende l’elemento stilistico tipico dell’arte classica romana dell’arco trionfale. Ai lati del presbiterio ci sono poi gli ingressi della cripta con due vani coperti da volta a crociera. La posizione tanto sopraelevata del battistero è determinata proprio dalla presenza della cripta sottostante.La zona presbiterale è quella che, da un punto di vista architettonico, presenta maggiori particolarità sia per l’elevazione, sia per il parapetto affrescato, e in origine, per gli amboni che erano posizionati sopra gli ingressi della cripta e di cui oggi rimane uno splendido elemento scultoreo raffigurante un’aquila.Nel complesso però la struttura interna ed esterna della basilica è certamente caratterizzata da semplicità e sobrietà. Tali caratteristiche sono date altresì dall'assenza di alcuni elementi, presenti invece in numerose chiese romaniche, che solitamente aumentano la complessità spaziale: mancano infatti i matronei sopra le navate laterali, il transetto e, conseguentemente, la cupola con tiburio che veniva costruita sopra l’incrocio tra navata centrale e transetto.

Apertura al pubblico

Orario estivo (da aprile a settembre): Martedì-Venerdì: 15.00-18.00; Sabato-Domenica: 9.30-12.00, 15.00-18.00 Orario invernale (da ottobre a marzo): Martedì-Venerdì:15.00-17.00; Sabato-Domenica:9.30-12.00, 15.00-17.00