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Chiesa di San Giorgio

Via Giovanni XXIII, Cabiate

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Storia e architettura

L’antico tempio dedicato a S. Giorgio era sorto in aperta campagna. "Lapidum acervus" (mucchio di pietre), così definiva la chiesa il previsitatore arcivescovile Leoneto Chiavone nel 1566. Carlo Borromeo vide con i suoi occhi e il 20 novembre 1570 ordinò di lasciare integra l’edicola centrale ma di portare le altre pietre sotto la collina per il completamento di Santa Maria (l’attuale Santuario dell’Annunciata). Quando e perché era sorta quella chiesa più grande dell’attuale e ridotta al tempo di S. Carlo a un mucchio di pietre? In due pergamene conservate nell’archivio plebano di Mariano Comense del 1298 e del 1311 si parla dell'elezione del Cappellano Rettore della Chiesa di San Giorgio di Cabiate da parte di due procuratori, uno di Cabiate e uno di Pazzira (la parte di Meda verso l’odierno Santuario Annunciata): si suppone che i Medesi, non avendo ottenuto dalla Badessa il permesso di costruirsi una chiesa sul di lei territorio, avessero ripiegato su questa soluzione fuori mano, ma anche fuori dominio del Monastero. L’attuale chiesetta di S. Giorgio è un gioiello architettonico progettato nel 1714 dall'architetto Giacomo Antonio Quadrio e completato entro il 1758. Dal 1986, anno della ristrutturazione dell'oratorio, sotto la bellissima finestra di facciata ammiriamo l’opera di Osvaldo Minotti che raffigura San Giorgio mentre impugna un vessillo, quasi a precederci nel galoppo verso la meta.

Apertura al pubblico

Non visitabile.